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Legge di Stabilità 2016: al via i micro-pagamenti con carta di credito

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Con la Legge di Stabilità si sta mostrando una politica abbastanza contraddittoria in tema di circolazione del contante: da un lato, infatti, si vuole innalzare il limite per l’uso del contante, portandolo da 1.000 a 3.000 euro, mentre, dall’altro si vuole abbassare il tetto attualmente previsto per i pagamenti con carte di debito, eliminando l’attuale limite dei 30 euro.

 

La situazione attuale

Dal 30 giugno 2014 è stato introdotto l’obbligo, per imprenditori e professionisti, di accettare pagamenti di importi superiori a 30 euro con carte di debito.

In considerazione della novità introdotta, nel corso del 2014 diverse categorie professionali hanno sollevato tutte le loro perplessità in merito alla norma delineata, ed accese sono state le polemiche.

Tuttavia, in mancanza di specifiche sanzioni, ad oggi, il professionista o l’imprenditore che non rispetta l’obbligo rischia soltanto la mora del creditore ai sensi dell’art. 1226 del Codice Civile.

In linea di massima, la mora del creditore impedisce a quest’ultimo di richiedere il pagamento degli interessi nel caso di tardivo pagamento, e consente altresì al debitore di chiedere il rimborso dell’eventuali spese sostenute per la corresponsione degli importi.

Non si può quindi sicuramente parlare di vere e proprie sanzioni: ecco il motivo per il quale l’accettazione del pagamento con carte di debito è rimasto semplicemente un “obbligo sulla carta”, e a fronte di un aumento dei terminali disponibili (da 1,53 milioni nel 2013 a 1,8 milioni nel 2014) l’utilizzo della moneta elettronica non è assolutamente aumentato.

L’Italia rimane pertanto, ad oggi, ancora lontana dagli standard europei. Se infatti in Europa le transazioni complessive in contanti coprono solo il 65% di quelle totali, nel nostro Paese la percentuale sale all’83%.

 

Le modifiche previste

Con una proposta di emendamento alla Legge di Stabilità, firmata dai deputati Boccadutri, Coppola, Bruno Bossio, Causi, Misiani, Losacco, Basso, Dallai, Ascani e Tentori, viene previsto un abbassamento del tetto dei 30 euro sotto il quale gli esercenti possono rifiutare ancora i pagamenti con carte di debito.

Qualora tale proposta dovesse trovare accoglimento, pertanto, anche tutti i micro-pagamenti, dal caffè al bar al giornale in edicola, potrebbero essere regolati per mezzo di strumenti elettronici di pagamento

 

Le commissioni bancarie

Uno dei limiti alla diffusione della moneta elettronica è stato, da sempre, l’elevato costo delle transazioni.

Tabella – Costo annuale di un pos per un’attività commerciale[1]

Tipologia di esercizio Pos mobile Pos tradizionale
  Bancomat Carta di credito Bancomat Carta di credito
Studio medico 1.684,56 1.830,90 1.416,05 2.247,65
Negozio di abbigliamento 3.983,42 4.598,30 3.183,35 5.421,48
Ristorante 3.812,67 4.168,04 2.908,58 4.928,03

[1] Dati tratti dal sito “Corriere della Sera – Economia

http://www.corriere.it/economia

 

Nel nostro Paese, infatti, le commissioni sono talmente elevate che anche l’Unione europea non ha mancato di evidenziare questo paradosso: è stato stimato, infatti, che la moneta elettronica costa ai rivenditori 10 miliardi di euro l’anno, e non va meglio per i clienti, che, oltre ai normali costi connessi alla carta di credito vedono spesso richiedersi degli ulteriori costi aggiuntivi.

Ecco il motivo per il quale, dal prossimo 9 dicembre è stato imposto dall’Unione europea un tetto massimo alle commissioni bancarie, pari allo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e allo 0,2% per i bancomat e le prepagate.

Come chiarito però dall’Associazione Bancaria Italiana l’applicazione dei nuovi massimali potrebbe portare ad un aumento di costi per i consumatori.

Con l’emendamento alla Legge di Stabilità è stato quindi previsto che, entro il mese di aprile 2016, i gestori delle carte di pagamento dovranno definire le regole e le misure contrattuali per regolare i micropagamenti e le commissioni, le quali dovranno essere proporzionali ai costi effettivamente sostenuti dai prestatori dei servizi di pagamento.

In caso di mancato adeguamento scatterà il limite legale dei 7 millesimi per i pagamenti con carte di debito e di 1 centesimo per quelli con carte di credito.

 

09 Dic 2015

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